Se c’è una cosa che amo dei viaggi on the road è la sensazione di libertà.

Non importa se stai attraversando una regione italiana, percorrendo le strade del Portogallo o guidando per ore tra i grandi spazi americani. C’è sempre quel momento in cui smetti di pensare alla destinazione e inizi semplicemente a goderti il percorso.

Ed è proprio lì che il viaggio cambia.

Negli anni ho imparato che le esperienze migliori raramente nascono da una pianificazione perfetta. Nascono da una deviazione improvvisata, da una sosta non prevista o da quel cartello che decide di attirare la tua attenzione mentre stai andando da tutt’altra parte.

Forse è anche per questo che amo correre durante i miei viaggi.

Perché la corsa, proprio come un viaggio on the road, ti costringe a rallentare e ad osservare quello che hai intorno.

Le scarpe sono spesso più importanti dell’itinerario

Ho perso il conto delle volte in cui mi sono fermato in un posto pensando di restarci dieci minuti e sono invece ripartito un’ora dopo, con qualche chilometro nelle gambe e un ricordo in più.

Per questo le scarpe da running sono sempre tra le prime cose che preparo prima di partire.

Non sai mai quando troverai un lungomare spettacolare, un sentiero immerso nella natura o una città che sembra fatta apposta per essere scoperta correndo.

E quando succede, vuoi essere pronto. Poi chiaramente si può anche pianificare dove correre in base alle tappe del viaggio, ma lasciarsi prendere dal momento o dall’atmosfera da un valore aggiunto al ricordo.

Infatti molte delle corse che ricordo con più affetto non erano pianificate. Sono nate semplicemente perché mi trovavo nel posto giusto al momento giusto.

Le prime ore del giorno valgono il viaggio

Se devo scegliere un momento per correre durante un viaggio, quasi sempre scelgo l’alba.

Non perché ami particolarmente svegliarmi presto, ma perché ho imparato che la mattina presto regala qualcosa che durante il resto della giornata spesso si perde.

Le città sono più silenziose, le strade quasi vuote e l‘atmosfera completamente diversa. 

Quasi una situazione da ultimo uomo sulla terra se si tratta di correre in città oppure di essere un esploratore se si tratta di correre nella natura.

Mi è successo tante volte di vedere luoghi famosi senza nessuno intorno, di correre lungo un fiume immerso nel silenzio o di assistere a un’alba che da sola valeva il viaggio.

Sono momenti che non trovi nelle guide turistiche.

E probabilmente sono proprio quelli che ricordo di più.

Le deviazioni sono quasi sempre una buona idea

Prima di partire preparo sempre un itinerario.

Poi, puntualmente, finisco per modificarlo.

Con il tempo ho capito che i posti più interessanti non sono sempre quelli che avevo segnato sulla mappa.

A volte basta una strada secondaria, un punto panoramico indicato da un cartello o un consiglio ricevuto da qualcuno incontrato lungo il viaggio.

La stessa cosa vale per la corsa. Alcuni dei percorsi più belli che abbia mai fatto sono nati da una semplice curiosità.

“Hmmm… chissà dove porta quella strada.”  e quasi sempre vale la pena scoprirlo.

Nessuno vieta di usare strava nel dubbio!😜

Le soste raccontano più della destinazione

Quando si viaggia on the road è facile concentrarsi sulla meta finale.

In realtà, una delle cose più belle è tutto quello che succede nel mezzo.

Una pausa caffè in un posto sconosciuto.

Un piccolo paese che non avresti mai visitato.

Un punto panoramico trovato per caso.

Oppure una corsa improvvisata che trasforma una semplice sosta in uno dei momenti più memorabili del viaggio.

Se ripenso ai miei viaggi più belli, mi accorgo che spesso non ricordo soltanto dove sono arrivato.

Ricordo soprattutto quello che è successo lungo la strada.

Impara a mettere via il telefono

Lo dico da persona che ama fotografare i propri viaggi.

Le foto sono bellissime.

Ma non tutto deve finire sullo schermo di uno smartphone.

Ci sono panorami che meritano qualche minuto di silenzio.

Ci sono luoghi che meritano di essere osservati senza pensare immediatamente a una foto da pubblicare.

Alcuni dei ricordi più belli che porto con me non li ho mai fotografati.

Li ricordo semplicemente perché ero presente in quel momento.

E forse è proprio questo che li rende speciali.

Il consiglio più importante? Vai piano.

Se c’è una lezione che i viaggi on the road mi hanno insegnato è che non serve correre sempre.

E non sto parlando di running.

Sto parlando del viaggio.

Non serve vedere tutto.

Non serve riempire ogni ora della giornata.

Non serve inseguire una lista infinita di cose da fare.

Spesso le esperienze migliori arrivano quando smetti di guardare l’orologio e inizi a lasciarti guidare dalla curiosità.

In fondo, i viaggi on the road e la corsa hanno molto in comune:  entrambi insegnano che il bello non è soltanto arrivare; Il bello è tutto quello che incontri lungo il percorso.

E voi? Qual è stata quella deviazione non programmata che si è trasformata nel ricordo più bello del vostro viaggio? 🏃🌍🚗

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